Pornopoesie

Certi poeti scrivono di donne
nelle loro poesie,
come fossero arbre magique
come se fossero dei colluttori.
Disponibili a giochi assurdi,
una pornografia mascherata,
con tanto di scenografia.
Tolto lo zucchero, l’esca
Rimane la puzza,
rimane quello che c’è dietro la scena
ed è lì che è difficile fare poesia.
Non parlano di alitosi,
di bollette,
di cosa fanno dopo essersi masturbati
sembrano sempre affascinanti certi poeti.
Non hanno genitori,
amici, cani deceduti,
solo bocche da baciare.
Dappertutto.
Non parlano della crudeltà di certe bocche,
sembra tutto facile
sono poesie siliconate
pompate,
sono orge
bukkake sopra bocche sorridenti.
Fantascienza.
Ed io a volte sono così,
metto qualche penna sgargiante
come fanno certi uccelli,
faccio una piccola parata di piume,
e poi riannego nel piombo.

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