Mese: ottobre 2015

Sbrinare

La signora Betta, di tanto in tanto, metteva nel congelatore vasi in fiore di ciclamini e piantine verdi. Per riprenderli dopo anni, a volte decenni, dieci minuti appena, il tempo di una piccola cena. Le piantine congelate, messe sul centro tavola, fumavano dal freddo, sembravano vive, appena brinate. Si affrettava a rimetterle nel congelatore, quando cominciavano a gocciolare, sarebbero rimaste fiorite per duemila anni, se qualcuno avesse continuato quella tradizione. Ma un giorno la signora Betta, per una delusione così grande che non si può spiegare, aprì il congelatore, si fece spazio tra i ciclamini e le felci, si sedette tra di loro e si chiuse dentro, in attesa di qualcuno, che la sbrinasse con amore.

Disegno- Andrea Gruccia.
12039469_10206807394320834_6974566764798760850_n

Non bastano SOLO libri e tomi di Psicologia per comprendere la Psiche umana

L’anima ha bisogno della sua ingenuità, non del tuo sapere.»
(C.G.Jung – Libro Rosso, p.267)

Jung Italia

Jung alla tavola rotonda sulla terrazza di Casa Gabriella nel 1940. Coll. Eranos Foundation

«Chi vuol conoscere la psiche umana apprenderà ben poco dalla psicologia sperimentale. È meglio che appenda al chiodo la toga dello studioso, dica addio al suo gabinetto di consultazione e vada per il mondo, con cuore umano, a vedere coi propri occhi gli orrori delle carceri, dei manicomi e degli ospizi, le sordide bettole di periferia, i bordelli e le bische, i salotti della società’ elegante, le borse, i convegni dei socialisti, le chiese, i revival e le estasi delle sette, per sperimentare di persona amore e odio, la passione in tutte le sue forme, ritornerà molto più informato, sapra’ molto di piu’ di quanto gli insegnerebbero poderosi tomi alti un palmo e potrà essere per i suoi pazienti un vero psicologo.
(…) Nessun manuale può insegnare la psicologia; la si apprende tramite l’effettiva esperienza. (…)
In psicologia si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà…

View original post 287 altre parole

Sei un po’ come il vasetto di alici nel frigo

Sei un po’ come il vasetto di alici nel frigo,
ogni tanto mi accorgo che sono ancora lì
le guardo, e a me le alici non piacciono neppure.
Sarà che mi ricordi il mare, o il sale, o l’olio nel vetro
ma non ti voglio buttare,
sono un accumulatore di sentimenti,
un vasetto di sardine nel frigo fa compagnia
anche se sei lontano da casa,
e facile immaginarselo, è li da anni, da secoli.
Anzi i frighi, sono nati per contenere i vasetti di alici sott’olio,
perché prima erano sotto sale,
e il sale costava tantissimo,
e al mare non si poteva andare
e assomigliava così tanto all’amore
quel sapore di mare dentro un vasetto.
Questo pensiero non lo voglio buttare,
perché ha un po’ del tuo sapore.

12049105_10206822236411877_4102275656223884258_n

Noci

Vorrei passare una giornata intera a schiacciare noci con te, per mangiarle, ma soprattutto, per schiacciarle mentre parliamo di cazzate inaudite. Prendere ancora noci e schiacciarle, gherigli su gherigli, e gusci fino a coprirci le gambe, e poi mettere su un film sul PC, e ancora schiacciare, e rotolarci tra questi frutti secchi. Fare l’amore mentre i gusci ci graffiano un po’, e mentre ci baciamo, accarezzarti la schiena liscia come la coda di cento scoiattoli, che passando si portano via un pezzo di noi.

12049148_10206759708648722_1941397494940705292_n

Il grattacielo fatto di acqua

Il grattacielo fatto di acqua era a tutti gli effetti, un acquario di settanta piani. Al suo interno; sardine, pesci volanti, delfini nani e una piccola balena blu. Tutto attorno, panchine con wifi libero, «Mamma perché hanno costruito una casa così?» aveva chiesto Fabia, «Perché l’acqua è importante, ogni città ha grattacieli d’acqua». La piccola balena blu, ogni tanto risaliva in superficie per prendere una boccata di nuvole, e dallo sfiatatoio faceva piovere tutto attorno al grattacielo. La madre prese la mano della figlia e alzarono tutte e due il viso per prendere la pioggia in faccia, era primavera, le braccia di quella giovane madre e quelle della bambina, erano disegnate con margherite, un fiore scomparso dalla terra; i disegni più diffusi, erano ciclamini, girasoli, o semplicemente alberi. Al tatto di quello sbruffo di balena, le margherite si allungarono e uscirono dalla loro pelle con lunghi steli, e in un abbraccio di foglie e petali, crearono ossigeno. In quella città, priva di vegetazione, l’unico modo per respirare era abbracciarsi, o provare emozioni.

12141005_10206893397990872_541363995575775205_o

Anche il silenzio si evolve

Anche il silenzio si evolve,
in corpi che si muovono su più piani
così quando cado nei prati immaginari
e il vento mi sbatte di nuovo inerme
nella natura che tace accanto l’umano
mi faccio piovere addosso
mentre piove fuori
invecchiare è riempirsi di rumori
sgranarsi a se stessi,
la mente copre anche i sentimenti
ma è capace di farli germinare
così capita che camminiamo sconosciuti
e allo stesso tempo ci riconosciamo
in una parola che si è fatta ramo
verde boscaglia di silenzio
scopro il tuo mare
ci scambiamo cose, senza parlarci
il profumo che mi porti
è ciò che ho dimenticato
siamo giovinezze antiche
innamorarci è farle risorgere.