Mese: agosto 2014

Sapone

Ti penso sovente,
il cielo è neutrale, solvente
la sua luce ingloba e dissolve come sapone,
mi sento sporco di ricordi
che danno piccoli frutti acerbi di baci rivissuti.
Quante cose dovranno rompersi per aggiustarsi?
Quel sentimento nostro, che m’avanza,
galleggia come la quinoa che ho messo nell’acqua.
Spurga saponina, come me.
Sono pieno di sapone che non c’è,
ne ho mangiato sulla tua pelle,
come schiuma di spiagge, bava di luna.
Nei ricordi i corpi sono di una pulizia estrema,
e stride così forte la realtà,
i saponi sono privi d’amore aggiunto,
pezzi di malinconia profumati nei supermercati.
Grasso che lava via grasso,
vita che lava via vita,
una bellezza acqua e sapone dicevo.

Quindi ben venga, ogni sorta di felicità

Questa piazza schifata dalle rondini,
in questo buco di culo tra i palazzi
mi stupisco di produrre certi profumi
eppure quei corpi ubriachi e sciatti,
che gridano anche di notte
felici per qualche birra
sono seduti come me sul bordo di questo ventre solido .
Il bello è ostaggio dei palazzi, pianoforti
amori prezzati a tempo,
c’è sicuramente un saggio ed un vecchio antennista,
che continuano girarsi di notte
con un pezzo di stoccafisso nell’acqua
che filtrerà i raggi del mattino dalle tende
bianco come le loro natiche.
Ed il pensiero del suicidio passa come un testimone di Geova,
da qualche parte ha fatto famiglia,
da altre si è preso amici tutti interi
da altre è sedato da pastiglie
Da altre è diventato meraviglia.
Quindi ben venga, ogni sorta di felicità.

Tra accadimento e accanimento

Ti andrebbe di confidarci su un letto ergonomico?
Lontani dalla natura, in posti neutrali.
Non credo che ci possano capire i tuoni o i mari,
I letti ci conoscono di più, prendono la nostra forma prima o poi.
Ti andrebbe di confidarci su un pianerottolo?
Una foresta in fondo pensa solo a riprodursi
e creare esseri pelosi che divorano asini.
Noi collezioniamo emozioni, senza per forza fotterci,
gli alberi soffocano i germogli nel sottobosco,
noi non soffochiamo persone, le osserviamo passare
ci basta un davanzale, per non avvelenarci di solitudine
dirci che è da un po’ che non va bene,
trovare soluzioni. Dirci che andrà meglio.
Repetita iuvant

Non dovevamo pensare troppo a come vanno certe cose,
con dei corpi che non sappiamo gestire ,
non so nemmeno come funzioni esattamente il mio pene
e figuriamoci il resto. Non possiamo eluderci dalla natura,
ma neanche starci troppo dentro.
Perché per la natura, noi dovremmo fare altre cose ora,
cioè non è che gli animali o le piante parlano della natura.
Tra accadimento e accanimento, la natura non avrebbe alternative,
insomma anche Leopardi, aveva avvertito qualcosa.
E quindi diventiamo un po’ innaturali,
la natura è un po’ come dio, non si capisce bene che voglia da noi,
però almeno io e te capiamoci.

-Come mai mi dici queste cose?
-Così.
-Ah bene.

tutta questa roba parla di universi

Non esistono cose dritte,
direi che non esiste la drittezza.
Quest’ affermazione non serve a nulla,
tranne che giustificare il mio strano profilo
e quel senso di pace che ti sfrega,
e s’infratta e si ripiega di continuo; quanta fatica inseguire.
Se quel divino viene da dentro, è tutt’altro che dritto.
Sono budella che si contorcono, vasi capillari che sviano
cose di noi, che rimarranno segrete a noi stessi.
Ma prese a forfait, fanno incantare
tutta questa roba parla di universi,
ed in mezzo, corpi più o meno sottili e diversi,
emozioni per slegarsi,
lo spirito puntellato da chiodi nello srotolarsi dei tempi.
Come farsi innocenti,
osservare le paure, allo stesso modo in cui ti osservano.
E allora forse, saranno simili agli sguardi che ti amano.
Ci si innamora di sfide racchiuse, come versi.

L’Amore è un ogm

Dicono che la natura non fa sconti,
ma stiamo capendo il suo silenzio,
creando altre forze.
Dicono che amarsi tra un pH tra 7.35 e 7.45 è fondamentale,
ma non siamo solo molecole,
tutto questo non può essere un gioco e un caso,
e allo stesso tempo non può che esserlo.
La natura è perfetta perché la crediamo perfetta,
ma come può essere perfetto un amore?
Un amore distorce la natura, la mette in conflitto,
ci sono leggi dell’anima, che vanno oltre la fisica,
e se necessario la modificano.
Quelli che parlano di selezione naturale,
ci vogliono pecore,
dovrebbero parlare di naturale modificazione.

La rete

C’è un’altalena sospesa tra due ceppi d’aria.
E prima e dopo nessun dolore da ricordare,
solo l’incessante felicità, nell’aria.
Che tu rida o pianga, felicità nell’aria.
Possiamo abbracciarci lì ?
Perché queste montagne di nausea e vomito,
non pensavo crescessero così; è indicibile.
Mi fanno tenerezza gli spiriti giovani,
che ancora non sanno,
c’è un limite al gioco, una rete infinita.
Come pesci, i sogni impigliati. Muoiono.