Eugenia.

Eugenia si era convinta
che per essere felice,
doveva eliminare dalla sua vita,
le persone negative.
E togli e pota, e rimescola e sciupa,
si screma la vita. Togli ancora quello.
Quante cose le diceva il suo cervello. -non ho tempo da perdere
con persone negative.-
Venne il giorno che si trovò sola,
meglio che mal accompagnati diceva.
Nel suo eremo mentale, continuava a vedere solo le ombre da scartare.
Le parve che anche la notte fosse negativa,
e a forza di giudicare le parole,
divenne una poesia con un sole artificiale.
Le parole positive divennero fredde,
meccaniche, senza sapore,
come quelle delle persone vincenti:
fare, fare, fare, come asfaltare il confronto,
sparì dalla sua vita la gente di poco conto.
Per trovare l’oro perse il fiume, e la pioggia,
ed il tempo sprecato a sprecare tempo,
dove la vita era libera, di creare miracoli.
Andrea Gruccia

Il calore delle madri

Il calore delle madri
scalda i piedi dei figli
a qualsiasi età, una madre ti scalda.
Anche quando ha le mani fredde,
o quando sei tu a scaldarla.
Il tuo calore appartiene a una madre,
si passa negli occhi, alle bambine
che giocano a fare le madri.
E a questo incedere di protezioni,
a questi abbracci che diventano
processioni, il calore delle madri
rimane negli uomini,
rimane più che Dio, o di altre soluzioni.
Nel loro creare vita e difenderla dalla vita,
fino a quando possono.

andrea gruccia

Fiori. 2021

tecnica mista su carta. Andrea gruccia.

Parole periferiche

Per sbaglio al freddo ho letto:
pizzeria al posto di carrozzeria,
le lettere finali spiazzano
le parole spezzate, portano
in altri posti.
Sono i miraggi della solitudine,
a ingigantire uno sguardo,
una parola, farsi sogni di aurora.
Mentre tu non rispondi,
del tuo respiro non mi fai verso.
A cosa importa essere raggiunto dai poeti,
ognuno ha la sua scatola
e canta la sua messa.
Gli amori ritornano periferie,
le emozioni diventano vecchie
come le macchine da demolire,
oltre le siepi, nei recinti
che nessuno vuole sentire.

Andrea Gruccia

Orzata

Siamo caduti da un dirupo,
mai caduti in fondo,
ti vedo nelle nuvole,
come fare a non desiderare,
le tue sporgenze da sottobosco.
Siamo in sospeso,
osserva il letto del fiume,
finiremo anche noi tra le sue braccia
ghiacciate.
Buttami nel tuo latte di orzata,
come pesci liberati, torniamo
sotto il pelo, a fare la vita.

Andrea gruccia

Immagine: carpa rossa. Tecnica mista su carta 2011

Sassi

Qualcuno ha buttato dei sassi
di mare accanto al tiglio.
Se fossi una pietra vorrei,
essere di mare, ondeggiata dall’acqua,
come un perpetuo piedino di opposti.
Sarei duro e levigato, dalle carezze,
penetrato fino all’osso dal sale,
non come i sassi di montagna,
dimenticati sotto la neve,
o quelli freddi e solitari, dei cantieri.
Se fossi un sasso di mare,
mi sentirei amato, meno amareggiato,
farei crescere su di me alghe e conchiglie,
sarei un nascondiglio per pesci e murene
ed infine, diventerei una piccola pietrolina,
un portafortuna, o chissà
lo scopo ultimo di una esistenza millenaria?
forse quello di essere lanciato in aria
da una mano gentile.

Andrea Gruccia

Poesia e disegno copyright andrea gruccia

Moscone

Un signore buttando la merda
del suo cane, trovò un sacchetto
pieno di occhi.
Prese qualche sfera gelatinosa
in mano, erano proprio occhi umani.
Portò a casa il sacchetto, non sapendo
cosa fare. Li mise sopra un piatto
di ceramica, accoppiati secondo il colore,
con le pupille offuscate tutte rivolte
al soffitto. Si sedette a tavola,
e gli venne in mente un sogno terribile,
un sogno che gli sembrava finto,
la sua famiglia di tre figli e moglie
sterminata. Aprì la stanza da letto,
erano riversi a terra, il cane scodinzoló
tentando di rianimare una chioma bionda.
Il padre si accomodó accanto alla moglie,
un moscone si posó sulla sua fronte
con tutto il peso della sua condanna.

Copyright Andrea Gruccia

Opera : tecnica mista su tela. 2009

Collezione privata

LA NUDA ANARCHIA DELL’ANIMA di Andrea Gruccia


– Andrea è il figlio di un anziano pittore e di una giovane madre. Nelle colline in cui vivono, il giovane Andrea è costretto alla solitudine, i compagni lo emarginano credendo che suo padre sia il diavolo. Tra Andrea e sua cugina Rebecca, nasce una sintonia che li porterà a sperimentare le prime scoperte del corpo e del suo erotismo. In seguito il loro rapporto, diventa sempre più segreto e nascosto. Rebecca prova verso suo Nonno un amore viscerale, e alla morte gli promette che troverà la molecola in grado di guarire da qualsiasi malattia. Una ricerca che porterà avanti con gli studi…

Un profumo

Ho comprato un profumo per mia madre,
non le ho mai comprato profumi,
e decifrare in pochi minuti quello giusto
mi è sembrato semplice.
mi ha chiesto che età avesse mia madre,
ho risposto sottovoce togliendone quattro,
perché l’età alza un vento freddo,
toglie una coperta a un nome.
Ci sono profumi per anziani,
ne ho scartati due troppo acri e pungenti,
persistenti, ho tenuto il primo;
le ho chiesto che ci sentivo del borotalco,
ha detto che è un il profumo complesso,
ed effettivamente c’era il borotalco,
queste cose di ciprie e fiori,
che quando le donne lo spruzzano sul collo,
fanno quel viso serio e senza tempo
e seducono la vita a ogni età

Testo: andrea gruccia edito nella racconta poetica “voci bianche” Marco Saya edizioni

Foto di Andrea Gruccia.

Stampa fotografica su tela 2011

Lockdown

Mia madre mi ha tagliato i capelli
per la prima volta nella sua vita,
ogni tanto poggiava le sue mani
sulle mie spalle, per tenersi.
Leggero è il suo peso nel mondo,
siamo sulla stessa luce di una cometa.

Testo e immagine: andrea gruccia

Poesia contenuta nella raccolta – voci bianche –

Immagine : tecnica mista su tela. 70 x 100 cm

copyright #andreagruccia

Dietro una siepe

In certi libri c’è l’autore
che ti spiega una cosa
e lo farà migliaia di volte
in teoria per l’infinito
una poesia poche righe
superano crisi, costumi
mode, guerre, generazioni
secoli, millenni
dribblano critiche
sopravvivono a tutto
se sono fortunate quelle parole
vedranno luce sopra a tecnologie nuove
stampate su maglie
sulla pelle, ripetute in silenzio
recitate, ricordate
tutto l’universo era dietro una siepe
quel giorno

Fotografia stampata su carta e applicata su tela

70 x 80 collezione privata

Copyright andrea gruccia