Moscone

Un signore buttando la merda
del suo cane, trovò un sacchetto
pieno di occhi.
Prese qualche sfera gelatinosa
in mano, erano proprio occhi umani.
Portò a casa il sacchetto, non sapendo
cosa fare. Li mise sopra un piatto
di ceramica, accoppiati secondo il colore,
con le pupille offuscate tutte rivolte
al soffitto. Si sedette a tavola,
e gli venne in mente un sogno terribile,
un sogno che gli sembrava finto,
la sua famiglia di tre figli e moglie
sterminata. Aprì la stanza da letto,
erano riversi a terra, il cane scodinzoló
tentando di rianimare una chioma bionda.
Il padre si accomodó accanto alla moglie,
un moscone si posó sulla sua fronte
con tutto il peso della sua condanna.

Copyright Andrea Gruccia

Opera : tecnica mista su tela. 2009

Collezione privata

LA NUDA ANARCHIA DELL’ANIMA di Andrea Gruccia


– Andrea è il figlio di un anziano pittore e di una giovane madre. Nelle colline in cui vivono, il giovane Andrea è costretto alla solitudine, i compagni lo emarginano credendo che suo padre sia il diavolo. Tra Andrea e sua cugina Rebecca, nasce una sintonia che li porterà a sperimentare le prime scoperte del corpo e del suo erotismo. In seguito il loro rapporto, diventa sempre più segreto e nascosto. Rebecca prova verso suo Nonno un amore viscerale, e alla morte gli promette che troverà la molecola in grado di guarire da qualsiasi malattia. Una ricerca che porterà avanti con gli studi…

Un profumo

Ho comprato un profumo per mia madre,
non le ho mai comprato profumi,
e decifrare in pochi minuti quello giusto
mi è sembrato semplice.
mi ha chiesto che età avesse mia madre,
ho risposto sottovoce togliendone quattro,
perché l’età alza un vento freddo,
toglie una coperta a un nome.
Ci sono profumi per anziani,
ne ho scartati due troppo acri e pungenti,
persistenti, ho tenuto il primo;
le ho chiesto che ci sentivo del borotalco,
ha detto che è un il profumo complesso,
ed effettivamente c’era il borotalco,
queste cose di ciprie e fiori,
che quando le donne lo spruzzano sul collo,
fanno quel viso serio e senza tempo
e seducono la vita a ogni età

Testo: andrea gruccia edito nella racconta poetica “voci bianche” Marco Saya edizioni

Foto di Andrea Gruccia.

Stampa fotografica su tela 2011

Lockdown

Mia madre mi ha tagliato i capelli
per la prima volta nella sua vita,
ogni tanto poggiava le sue mani
sulle mie spalle, per tenersi.
Leggero è il suo peso nel mondo,
siamo sulla stessa luce di una cometa.

Testo e immagine: andrea gruccia

Poesia contenuta nella raccolta – voci bianche –

Immagine : tecnica mista su tela. 70 x 100 cm

copyright #andreagruccia

Dietro una siepe

In certi libri c’è l’autore
che ti spiega una cosa
e lo farà migliaia di volte
in teoria per l’infinito
una poesia poche righe
superano crisi, costumi
mode, guerre, generazioni
secoli, millenni
dribblano critiche
sopravvivono a tutto
se sono fortunate quelle parole
vedranno luce sopra a tecnologie nuove
stampate su maglie
sulla pelle, ripetute in silenzio
recitate, ricordate
tutto l’universo era dietro una siepe
quel giorno

Fotografia stampata su carta e applicata su tela

70 x 80 collezione privata

Copyright andrea gruccia

La nuda anarchia dell’ anima

Il mio romanzo ‘la nuda anarchia dell’anima, inizia così. semplice.

Mia cugina Rebecca mi diede il primo bacio davanti al granaio di Notu, affiancandosi a me con la bicicletta. Avevo dodici anni e lei tredici, una rosa rampicante che entrò nel mio animo. Fu da allora che non mi sfuggì neppure una sua erre moscia, di lei avrei voluto ingoiare ogni parola, rubandola dalle sue labbra. Cercai più volte di riavvicinare la mia bici alla sua, in attesa di un nuovo miracolo, ma lei aspettava che fossi io a fare un passo oltre la mia timidezza. Ripartiva con un sorriso che le illuminava le fossette, e io la seguivo trasognato. Avevo paura che ci saremmo persi per un nulla, per una decisione del destino, per un inciampo.

Seconda mista su carta. 100 x 60

2010 collezione privata.

Andrea Gruccia

Cometa

Russa con una musicalità che ricordo
da quando sono bambino.
il russare dei miei genitori
era come un canto di balene
nella mia insonnia al terrore
avevo abissi onirici
sono nato con uno strascico di malinconia
ricordo una placenta di stelle
l’emozione di toccare terra
tra i suoi odori e gli animali
l’orgasmo della luce,
crescendo si dimentica
ho lasciato pezzi di me come moduli spaziali
mia madre russa come i resti
della felicità, in una clessidra.

Testo e immagine copyright Andrea Gruccia

Dalla raccolta -voci bianche – Marco Saya Edizioni

Stampa fotografica applicata su tela.

Tecnica mista 2020

Sconosciuta

La notte quando piove si fa pelle sull’asfalto
come la sconosciuta accanto a me,
diventa pelle nella pioggia nei pensieri.
Vorrei che mi osservasse come osserva
il suo cellulare,
ma il suo touch screen non è il mio corpo,
e infatti fugge, quasi si fosse fermata
solo per questa rima.
Resta lo sbadiglio della sera,
l’accomodarsi alla malinconia,
il tastarsi il polso,
osservo il pulsare della pioggia sulle pozzanghere, non si fanno abbracciare le pozzanghere.

2019