Natale due

mi metterei insieme alle orchidee
sul davanzale
a guardare fuori e non sentire il gelo
senza dover alzarmi per piasciare
o fare quelle infinite cose prima di morire
alla base della loro calma
un termosifone
ricevere acqua tiepida ogni tanto
nulla sanno del dolore
che circola intorno
e delle lamentele delle feste
dei divieti e della educazione
fottere l’umanità fiorendo
con il lasciapassare dei sogni.

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Ci hanno sostituito

Ci hanno sostituito nelle foto
in quella dovevo esserci io
si vede che non doveva esserci lui
riconosco le foto imbalsamate
ma sono uscito fuori dalla graduatoria
delle tue attenzioni primarie
ci hanno sostuito negli abbracci
e mi chiedo chi possa abbracciarti meglio
è come cambiare i sedili di una ferrari
con quelli di una bici
lo senti che non è comodo
i nostri abbracci erano accessoriati
potevano oscurare la realtà
ci scaldavano a distanza
da quando è successo fa più freddo
e fa più caldo
abbiamo confuso il tempo
così nemmeno l’autunno è romantico
le foglie secche non profumano
perché è innaturale non comunicare
più con la pelle degli dei
senza noi, siamo solo più uomini

Richiamano voli

Potevamo fermarci di più questa estate
sotto quelle rondini che volavano basse
davanti a quella stalla e a quel contadino
che sembrava un quadro indietro di due secoli
le mosche fanno questa magia
richiamano voli
e qui non c’è odor di letame
e le poesie sono scritte da mani
che non hanno seminato nulla
c’era qualcosa d’incantato
in una mattanza di tempo
migliaia di polli negli allevamenti
avevano rimesso il sogno a suo posto nel nulla
insieme alle Madonnine dei piloni
alla strega di Oz
alla cappa sopra la città
e sotto la cappa il parlare di nulla
ammiccamenti sterili
fino all’ultimo calcio nei coglioni
della vita

Una dea in gestazione

nei cicli mutevoli che hanno le donne,
le muse hanno cicloni e anticicloni
ti aspetto come la risacca di un sogno
aspetto che il mare di catrame
faccia spuntare una Venere
non per farci l’amore
ma per parlarci sopra
parlare sopra a tutto
la tua bellezza è un attico
il tuo odore un tappeto volante
Non so di chi stia parlando
ho sempre avuto una dea in gestazione
che non ho mai partorito.

Sembra poesia

Prendetevi anche l’asfalto
nelle vostre passeggiate sopra il marmo lucidato dei portici di Zara o Prada
correggete il caffè con il sangue
che cola da un animale squartato
mentre parlate di poesia prima di una cena
l’amore è una statua di ghiaccio
si scioglie prima o poi
e se l’abbracci tutta intera
poi ti ustioni le mani
preferisco prenderlo a cubetti
piccole supposte nel culo l’amore
sono stato silurato dai gabbiani
da una confortevole vita con figli
dall’essere coglione, ma padre
sono solo un coglione che ha paura
di camminare in via senza uscite
e cadere in fratture depressive
di sentire parole dolci uscire da bocche marce
mentre con le vostre tisane di zenzero
create eventi, siete una montagna di mente
slavine di parole
ogni volta che parlare di amore
fate nevicare su un barbone nudo
tutto questo non si vede
sembra poesia.

Pop corn

Sei stata uova turchesi in un nido
una stupita manifestazione
di antipatica bellezza
mi dava leggerezza guardarti
come non avere più cervello
ma una orzata alcolica
sentirsi di cartapesta
un pomeriggio sopra i tuoi i seni
con l’emozione nelle mani
profumavi di pop corn
mangiati sopra un pube
la felicità è una lattina
colpita da fucili ad aria compressa
cadiamo per pochi soldi
a volte non ci solleviamo più.
Andrea Gruccia

Mi adatto

Io mi adatto a tutto
alle montagne piene di neve dietro i palazzi
ai soliti percorsi che mi lanciano nella buca nera.
il passato è un macchina con i fanali
vista dallo specchietto retrovisore
spero che non si fermi l’ascensore
e non chiamare nessun servizio
attivo 24 ore, io mi adatto
alla politica che cambia
al sotto costo dei supercati
mi adatterei sicuramente ai suoi baci
mi sono già disadattato abbastanza
ho punti di partenza che prendono
già in considerazione
il fatto che certe cose sono illusione
un certo amore è come la svapata
della nebbia mattutina
prendo in considerazione
che prima o poi si muore
e che il paradiso migliore che puoi trovare
è una donna che ti aspetta al primo piano
possibilmente senza pagare
io mi adatto a tutto mi appiattisco
mi adatto a brevi conversazioni con militari
con zingare che mi vogliono vendere anelli d’oro finto a venti euro ma sono io che rubo i loro sorrisi
mi adatto alla merda dei cani per strada
a tutto quello che porta via la pioggia
mi adatto a non toccare,
a nascondermi dietro un dito
mi sono adattato a non fidarmi del mio corpo
sono dentro a uno sconosciuto
mi adatto al sole che abbaglia
abbasso gli occhi come davanti alle tue gambe
ci stiamo tutti allenando a non farci più sentire