I sensi di Colpa

 
Ho una relazione, lei si chiama Colpa, ha uno strano modo di farti sentire che ti ama, quando ha bisogno di qualcosa, i suoi sensi ti penetrano, come i tentacoli di medusa, ti urtica, a volte ti paralizza, ti stende ti annienta, e finisci per odiarla. Poi ti viene di cercarla, ne sono innamorato o non mi comporterei così. Non mi metterei a piangere per lei, non farei così attenzione a quello che mi dice dentro. Deve essere davvero bellissima, Colpa, io la vedo sempre di schiena, ha i capelli neri lunghi corre verso la notte, oppure mi travolge all’improvviso, mi toglie il respiro, mi sussurra parole che diventano un mantra, come una sirena, io potrei impazzire per lei, potrei buttarmi giù da un grattacielo per farla stare zitta. Che cosa vuole da me quest’amante che non voglio, perché la amo se la odio? Perché mi conosce così bene? Quest’anima gemella fantasma, Beatrice arrivata dall’inferno, Penelope che non disfa le sue tele e le accantona dentro in una stanza nei pensieri. Ci disegna ricordi, li dipinge, li attacca alle pareti, mi corrompe, prende la forma di ciò che amo. Devo separarla da me, vederla per quello che è, una nuvola mangia anima, una nuvola carnivora, devo lasciarla sola, che faccia pioggia e si consumi, che vada con altri. Mi ha stufato.
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