le banche sono la fine di ogni poesia.

Ci sono negozi di ciabattini,
o mercerie o colorifici
che dopo la crisi sono rimasti chiusi
serrande, fallimento
poi la zona torna di moda ritornano a lustro
luci nuove, due mani di vernice
la movida che si sposta
il baretto sfigato diventa il fulcro
panini e birra e vita che brulica
file ai bagni
i negozi che falliscono hanno tutto da guadagnare
sono come conchiglie con un nuova gestione
e così ho immaginato i negozi conchiglia
che escono dai palazzi e vagano per la città
e ogni giorno si spostano
negozi ambulanti che mangiano le persone
e crescono e poi mangiano le case
e crescono e mangiano colline
e crescono e mangiano le città
perché in certe zone i palazzi sono vuoti
quartieri deserti diventati banche
e le banche sono la fine di ogni poesia.

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