Il corpo ci dirà che siamo sempre più corpo

Il corpo ci dirà che siamo sempre più corpo
quando tutto il male era un graffio
ritrovo nella musica il mio essere identico
i piedi scalzi di un bambino sul marciapiede caldo
la sensualità ancora sparsa nelle cortecce
e a prese di forma che vista tutt’assieme
una donna con la stessa bocca aperta sull’orsa maggiore
i corpi mi chiamavano dai giornali
a sentirmi come animale
così intenso era l’odore dei conigli nelle gabbie
il cambio improvviso di pressione atmosferica
da far girar la testa
da rigettare con la stessa forza
da fare urlare con una chitarra
l’adolescenza
era già stato tutto creato
il tuo corpo piegato sul davanzale
era troppo tutt’assieme
con la luna nei corpi cavernosi
a curvare i tuoi seni
avrebbero dovuto distruggerla con un’atomica la luna
quella bellezza che di un grammo in più impazzisce
avrebbero dovuto spegnere tutti i lampioni
corpi senza soluzioni
quel giorno forse sarei diventato uomo
e avrei sorriso di spirito
in quelle strade nere senza nome.

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