la poesia ha tolto l’intimità non c’è quasi più nulla di intimo

Devo cambiare occhiali,
lo devo per i miei occhi
è tutto così appannato
che mi viene da pensare che quando arrivano a casa
posano la faccia e il cuore nei vari posatoi sagomati
quello che vedo è appannamento
l’amore è all’appannaggio
delle persone appannate
c’è più virilità nella poesia che nel viagra
puzza di testosterone
è dopata
ho paura dei poeti
e anche di chi li legge
farebbero a pezzi il mondo a parole
quanti big bang, bombe atomiche
si pompano le cose fino a farle scoppiare
e perfino i fiori ora mi sembrano pop corn
era meglio il porno
forse per rientrare in qualche antologia
tra i primi dieci, i primi cento,
la poesia è uscita dalla poesia
si è spoesiata
non ho nemmeno più voglia di baciare
per questa sorta di dopazione
la poesia ha tolto l’intimità
non c’è quasi più nulla di intimo
immagino Bukowsky impazzito
con i suoi denti da leone
spolparsi una fanciulla
e tutti ad applaudire
perché è stata una bella poesia
o un fegato con la cirrosi pieno di poesia
nelle mani di un anatomopatologo
da conservare nella formalina per le future generazioni
con ammonizioni del tipo
la poesia danneggia te e chi ti circonda.
Devo cercare un posto senza poesia per innamorarmi di nuovo,
e cambiare occhiali.

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