Magalli

Riscopro con sorpresa che c’è ancora il programma di Magalli. Magalli mi fa ricordare un capodanno di vent’anni fa. All’epoca andavo a dormire alle nove. Ero un ragazzino dormiglione. Quindi mi sono perso tanti film e quasi tutti i veglioni di capodanno. Dicevo a mia madre di registrarmi una cassetta, così il giorno dopo potevo sentire i botti, e il countdown del presentatore di turno. Ricordo in particolare quello di Magalli, meno tre… due… uno… l’avrò ascoltato dieci volte. Al mattino però mi alzavo alle sette, per andare a raccogliere i botti inesplosi, ( lo so non si fa) e farli scoppiare il giorno dopo, la polvere pirica, il suo odore, il fuoco mi ha sempre affascinato. Da ragazzino stavo ore ad osservare il fuoco della stufa, e a bruciare la plastica nell’orto, fare falò di sterpaglie, ad accendere fiammiferi, cerini, buttare alcool sul cemento e accenderlo. Ero l’addetto fuochista per le marmellate, i vasetti a bagnomaria, la stufa in ghisa dell’ottocento diventava rossa, scaldava una casa intera, non fanno più stufe così.

nonno

Avrò avuto undici anni, carnevale, mio nonno ottantacinque seduto sulla panchina verde davanti alla casa bianca, mi ero messo una maschera da carnevale di un vecchio, e lui aveva detto “mi assomiglia!”. Aveva sorriso con la sua bellissima faccia da vecchio, in campagna non si nasconde nessuna verità, nemmeno le più crude. Per questo quando andavo in campagna era tutto più amplificato, ad esempio potevo fare pipì dove volevo, andare nel pollaio e stupirmi delle uova in mezzo alla paglia. Fare buche nella terra a mani nude per cercare i vermi buoni per pescare, l’odore della terra cambiava a seconda del posto. Io adoravo l’odore della terra davanti alla casa dei miei amici, era una casa affittata per la domenica, con sopra il pagliaio e il pavimento ondulato fatto di mattonelle di cotto che si avvallavano nell’umidità. Quella terra in cui buttavano i fondi del caffè, la cenere, sapeva di famiglia, il suo odore non cambiava mai, quindi in inverno mi ricordava l’estate, e in generale la giovinezza, lo zucchero mangiato a cucchiaini, il poster di Madonna nella stanza da letto. I panini di nutella fatti da sua madre per la merenda, tra gli alberi di pero centenari, e i compiti per le vacanze da rimandare fino all’ultimo giorno. Le bici sul prato, in quanti posti ci hanno portato i loro pedali. Ritornando a mio nonno, cosa poteva fare davanti a un bambino un uomo nato nel 1900? Ridere in ogni sua ruga, raccontare barzellette, farmi vedere come si usavano i cordini per creare corde intrecciate, e riparare sedie di paglia, il suo odore valeva un’enciclopedia.

 

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