Seni

Porti i tuoi seni con te,
accostati al fondo del mare
gonfi di mare,
al sole posano senza far rumore
Le stuie dei venditori ambulanti,
le curve delle ferrovie
Il fiore di un’agave, le colline,
ci sono seni in quelle case tra gli ulivi.
I tuoi seni nascosti in un cinema,
nei capelli del buio
La colonna odorosa al pelo del tuo uomo,
al viso che nutrirai,
la musica che c’è nel seno che hai.
Passano i seni sulle strade,
accordature aperte.
È sempre primavera sotto una veste il seno.
In una macelleria rimane poesia così lontana dalla carne
così vicino ai tasti dei pianoforti,
il tuo seno non ha parole,
è così gonfio d’amore,
mentre pensi ad altro
e la pioggia trasforma le strade in lingue d’asfalto
il tuo seno è aria nella pioggia,
la città un disegno al pastello,
un imbuto blu cobalto
un mammifero accende un fornello,
si fuma uno spinello,
esce da un portone o da un castello
scende da una macchina,
una doccia, così lievi i capezzoli
sbocciano le cose; sarebbero così grevi,
le cose,
senza impronte di donne che fan profumare le rose.
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