Mandorle

È di nuovo quasi primavera
pennellate di nuvole e case,
strade disegnate
con la pece e persone.
Questo cielo,
mi sembra d’esser dentro
una bomboniera azzurra
il giocattolo di un bambino
enorme, che cammina a carponi nell’universo
perdendo gocce di latte
da una madre di cui si intravedono i numerosi buchi neri.
Forse l’universo è
una tavola di cioccolata al latte stellato.
Immagino la sua manina
enorme che ogni tanto
apre il coperchio
e si prende una manciata
di confetti.
Oppure li sceglie, a caso
ravanando nella bonboniera
confetti ricoperti
di cioccolato
o bianchi o gialli che siamo.
E allora cambiamo sapore,
mettiamoci un costume da riccio, proteggiamo la mandorla, amariamoci.
Amare, lo dice il nome
dobbiamo diventare mandorle amare,
amararci così tanto
da renderci amari inappetibili
e nel caso
farci sputare da quel bambino troppo goloso
che sembra a-marci.
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