E’ di nuovo il vento

E’ di nuovo il vento, che non suona non balla
se tornassi indietro aprirei più scatole chiuse
non cercherei la felicità nell’ossessione
lascerei andare, non incrocerei nulla che potrei ferire.
I teschi forse un giorno li metteranno sui davanzali
e nelle loro orbite ci coltiveranno il basilico
qualche radice sembrerà una vena sopra l’ osso
come questo affetto mentre accarezzo
una balalaika del cazzo,
poesie take away, di tutto quel fare l’amore
rimarrà odore di preservativo nell’intimo
e poi alito puzzolente al mattino
e questo sale grosso che mi fa luce
a cui affido ciò che dovrei affidare
a qualcosa di sacro.
Nasce qualcosa di barbarico
da ciò che amo, o da quel
che ama ciò che amo
una trincea di poesia
un covo di demoni
servirebbe meno lucidità
non basta questo rincoglionimento
in questa stanza che sembra un obitorio di oggetti
e di ricordi, che vorrei non avere mai incrociato.

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