La tua forma è una parola he cura

Ho imparato a molare i cacciaviti
le mole non mi fanno paura,
non ho ancora capito
se è meglio rimanere appuntiti
se tutto questo è deserto, come sembra
fatto di insegne luminose sulla strada
sparse lontanissime
ci si incontra dopo tanta polvere.
Siamo case così morbide
cose di te rimarranno cucciole
chi ha molato i tuoi piedi o le mani
sapeva il segreto delle impronte
e del sublime inarrivabile nei versi
la tua forma è una parola che cura.
Forse è meglio rimanere morbidi
la carrozzeria si è deformata,
abbiamo sbandato su nuvole dure come pietre
le ossa resistono
che strani paraurti che abbiamo
dobbiamo unire i nostri elastici
come quelli che si usano per i grandi salti
e fottere ogni caduta
sospesi abbracci
i nostri corpi
ammorbidiscono il tempo.

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