Scimmie

 

Mi è rimasto un po’ del carbone della befana, mi tocca sempre mangiare questi resti zuccherosi che rimangono, ho in me la fame atavica di un parente lontanissimo, ma proprio lontano, quando eravamo ancora scimmie. Ebbene quella scimmietta percorre il mio corpo come in una foresta, si batte il petto, cerca una scimmia della sua specie, usa le mie sinapsi come liane, comunichiamo con “hu!” Huhuhu!” hegneheuga” che me ne faccio di un parente così. Ma è un parente comune a tutti i possessori di un osso sacro. Nel silenzio del vociare, sento le loro scimmiette, “ngatà, gniasaaa”, l’istinto è fatto da queste pelosette, il primo anello, il russamento atavico. Sono loro a farci sentire attratti per le spalle larghe, o i sorrisi con denti forti. Cominciai a capire che se accarezzavo i capelli di una ragazza, stavo accarezzando anche la sua scimmia, e questa per riconoscenza espandeva la prima beatitudine, quella integra, non fotocopiata e resa quasi incomprensibile. Incominciai a pensare a costruire una trappola per tirarla fuori dalla foresta-corpo. Avevo pensato di litigare con una persona di proposito, a tal punto da fare uscire la scimmia di tutte e due, e lasciarle scannarsi sopra la neve, come due corpi amorfi in una composizione di Francis Bacon. Quanta leggerezza avremmo avuto senza quei chili di aggressività? Oppure di fare l’amore con un’amica complice, in una vasca piena di frullato di banane, ci saremmo staccati all’apice dell’orgasmo, sganciando le scimmie dal loro stesso orgasmo, nella confusione aggiunta del loro cibo preferito. Doveva essere una sincronia perfetta, dovevamo per prima cosa avere un orgasmo simultaneamente, e poi esserne emotivamente distaccati, alimentare solo l’orgasmo delle nostre scimmie insomma. E poi le scimmie primogenite, avrebbero lottato per rientrare nei nostri corpi, dovevamo una volta fatte uscire, confonderle, renderci inaccessibili, invisibili. Cosi pensammo di affittare una scimmia vera, Rosina, una comparsa che aveva lavorato in molti film. E vero che anche le scimmie hanno le scimmie prime dentro di loro, ma tra loro e la scimmia primaria c’è solo un passaggio, se Rita ed io ci fossimo connessi alle vibrazioni di Rosina, attraverso la meditazione trascendentale, o tantrica, avremmo reso i nostri corpi trasparenti quanto quelli di Rosina, e le nostre scimmie credendosi nella nostra foresta, sarebbero uscite per andare ad annusare quel loro simile. Passammo tutta la notte a meditare con Rosina che ci guardava pensosa. –Andrea, mi viene da ridere non ci riesco.- Aveva detto Rita nel mezzo della meditazione, aprii gli occhi. Rosina stava giocando con la sua mano, avevo una sacco di arachidi da snocciolare in cucina, andai a prenderlo, le rovesciai sul letto, e le mangiammo tutte e tre assieme, le scimmie prime avevano annebbiato di nuovo i nostri pensieri, ci spogliammo con forza e facemmo l’amore davanti alla bella Rosina, capimmo di non poterci liberare della loro fonte d’istinto, e a osservare Rita in quella posizione, mi convinsi che avevano ragione loro, un corpo di sesso nella foresta.

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