La poesia è una questione politica

 
La stretta di mano dura poco
è dimenticata al giro di case
come certe serate, salite tutte sullo stesso treno
e scappate per sempre.
Il nostro accordo è diventato veleno,
Caravaggio sfuggiva alla sua decapitazione,
Michelangelo appendeva la sua pelle
un capolavoro vuole la disintegrazione del suo artefice.
Così vanno avanti le cose che non osano,
vite pacate, dopo un buon ciclo di studi.
Noi abbiamo osato troppo,
dobbiamo cambiare tattica,
preoccuparci se una scarpa calza bene,
tra le righe azzurre delle calze.
Provare con tutte le forze,
ad appassionarci di calcio,
o di jazz. Perfino di tango.
Evitare di emozionarci per l’arte. C’ha danneggiato.
Il mostro che c’è dietro,
quello che fa innamorare della forza,
per te vale più un saluto romano che mille poesie
sei allineata con la natura
darwinista
scompaiono i coralli, le specie rare
per la stessa ragione
mentre cerchi di proteggerli
la tua sensibilità nutre la distruzione
non ti accorgi
che la poesia è una questione politica.
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