Foglie

C’è chi non si emoziona più,
qualche foglia resiste
nel novembre caldo
come un vecchio sul letto.
Bevono fumano, si tagliano le unghie,
mentre la luce filtra
lame incastonate e fisse
che fanno a pezzi la città.
Qualcuno ha sbranato gli uccelli,
o qualcosa dai volti
ci si saluta quando ti danno il resto.
Ho comprato una brioche,
mi han salutato in cinque
per un euro
e un macchinario succhiafoglie
riempiva l’aria di polvere
come se dal catrame dovesse nascere qualcosa.
Le foglie secche assorbono l’angoscia dai passi
e calmano lo sguardo dagli orrori edilizi
una volta c’erano sorrisi con arabeschi.
C’era connessione, alla fila del pane
ci salutava prima di entrare
le case dovrebbero essere come funghi
l’apice terminale di un sistema radicale
che infrange i pozzi e i tempi
sotto metri di neve
profumavano di foglie lontane.

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