ostaggi di giganti

Siamo ostaggi di giganti
Il cielo, il sole, la luna, tutti giganti.
Con i loro terremoti.
Siamo formichine stanche.
Ci ameremo forse,
dopo tutta questa stanchezza
con tutta questa infinita stanchezza
ancora a cercarsi.
Siamo stati case con mostri,
ci baceremo già sbranati
non ci si libera mai davvero
dalla voglia di cercarsi
ancora prima di amarsi.
E così ti vedo ogni tanto,
tra le faglie di brutto ,
tra le voci dei morti
tra i demoni che non si arrendono,
sei bella come il bianco terrificante
sei l’ordine di una cosa composta
e in questo piccolo spazio,
conviene amarci, ci conviene
sotto tutti i termini,
quando ci amiamo un po’
i titani si quietano,
i giganti dei mari tornano negli abissi
quelli della notte piangono
e si rifugiano in altre notti
si scioglie un dolore da qualche parte dell’universo.
Un fiore scagiona una depressione,
un prato di viole, chiude la bocca
a quello che la natura crea ancora come un dono,
distruggere.
Quando ci amiamo, educhiamo la natura
corrotta dai titani, sono dei villani questi stronzi
dobbiamo essere al loro pari,
anche da piccoli superiamo i mali
siamo alla pari dei giganti
che comandano certi uomini,
che non amano il nostro buon umore.
E diamo calore al sole,
e il coraggio alle lucciole, di luccicare
e ad ogni seme di germinare,
con la sua tenera missione di
essere lieve.

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