Discrepanze

Sei dentro un cavallo di ceramica azzurra a grandezza naturale,
mi segue sul prato, nella stanza, ci scrivo frasi sopra.
Quella storia era la nostra,
ti ho persa in un filo d’inchiostro
nella fila di qualche supermercato,
e così bacio questo cavallo fittizio,
lo monto, dorme sul mio letto
e dormire con questa cosa è scomodissimo,
Si è mangiato i nostri cieli azzurri questo cazzo di cavallo
è sereno, non parla mai, non discute, non tira i calci
non geme, non suda, non starnutisce.
C’è qualche discrepanza, tra la fredda ceramica e la tua pancia,
tra i suoi zoccoli e le tue unghie smaltate,
non riesco ad abbracciare tutta questa solitudine azzurra,
voglio un amore variabile ,baci con piogge grigie
una pelle che deumidifica
voce nel verbo traspirare,
la resa dell’aria respirata in due
la confidenza con l’impaccio
sarà sublime nei tuoi occhi
lontano da questo cavallo di ghiaccio

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