Tra me e Feliciana l’eloquio non è mai esistito

Tra me e Feliciana l’eloquio non è mai esistito, non abbiamo mai parlato sono dieci anni che non abbiamo bisogno di dirci nulla, lei mi precede rispondendomi a suo modo mentre apro la bocca e così faccio io con lei. I nostri discorsi si limitano ad abbozzi di vocali, strozzate da un gesto d’amore. Ci prendiamo alle spalle simulando tanti tipi di vento, dalla brezza di collina al vento del deserto. E ci spostiamo come foglie nei mulinelli inghiottite dall’acqua, ci ritroviamo al fondo dei nostri piedi. I suoi seni mi parlano con decine di profumi diversi, se al mattino profumano di camomilla continuamo a sonnecchiare fino a tardi, Feliciana annusa la mia fame di lei sul mio collo ed io la sua sul suo, quando ha tanta fame di me profuma di fieno appena raccolto e polvere bagnata. A volte andiamo per intuizione, tanto anche se sbagliamo ci capiamo, le sue mani mi fermano o mi chiamano. O mi legano alle sue, quando il tempo è brutto e se abbiamo paura ci distraiamo con leggeri morsichi, e ci respiriamo con gli occhi, ci siamo sempre riusciti a non farci rapire dal nulla, dal vuoto della tragedia che raffredda i piedi. Stiamo registrando un cd di musica cacofonica a casa nostra, fatto con i suoni dei nostri corpi, battiti di mani, pernacchie e fischi e poi tante risa. Però mi piace sentire la sua voce quando parla al cellulare, e a volte la chiamo con l’anonimo per sentire la sua : -Chi è?…Ma chi sei?…Ci conosciamo?…ouuuu…mavaff…- E sono sicuro che le telefonate anonime che ricevo sono le sue, perché sta ad ascoltarmi mentre leggo qualsiasi cosa che ho sottomano, soprattutto pubblicità di quotidiani. Siamo in sintonia, se a mezzogiorno agita una scatola di fusilli, ed io faccio uno schiocco di dita vanno bene i fusilli, se fa due schiocchi di dita lei preparo io il pranzo, perché nel silenzio noi stiamo bene, parlano le vene azzurre i tepori della pelle il nostro sudore. Quando le sue ascelle odorano di oceano atlantico, danziamo la nostra musica senza accendere la luce, se odorano di corteccia di ciliegio io mi arrampico tra le sua braccia come una scimmia e lei mi stringe come un albero che abbraccia tutte le sue foglie.

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