L’ombrello

Le parole, le persone che camminano sconosciute
sono come la pioggia,
e sono pioggia le cose immobili,
tanto vicine quanto inaccessibili
è pioggia la frutta dei mercati,
che scompare nelle mattine
e prima ancora dai rami delle madri.
Sono pioggia i semi, i fiori, il profumo
i miei sentimenti che rimbalzano nella stanza.
Il sentire senza parlare, le discussioni ai cellulari
cadono tutte in un oblio di vapore
come le preghiere,
le maledizioni,
il fumo di tutte le sigarette del mondo
piove via senza differenza di peso,
le fatiche nelle fabbriche ,dei macchinari
le leggerezze delle risate giovanili.
Le fucilate di ogni guerra,
le notizie, il riso sulle spose novizie
tutti i baci del mondo sono pioggia,
è pioggia anche la pioggia,
mentre cade assieme ai giorni.
Ma c’è qualcosa che risale,
di idroreppelente,
un calore che si esplica
quando creiamo nella nostra solitudine
una pelle che non è del mondo
e ci facciamo da ombrello;
quando ci avviciniamo così tanto
da non chiamarci più per nome.

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