Patate

Sono entrato in casa e c’era quella palla che faceva strani versi da paperino.
-Tonia ma che è?
– Quella papera l’ho comprata da Tiger segna le fasi della luna, così ci ricordiamo cosa dobbiamo fare, ora è calante ed è ottima per seminare le patate e le carote, tagliarsi i capelli e per buttarlo dentro con consapevolezza, nel caso dovessimo fare l’amore.
-Tonia mi sembra di avertelo sempre buttato dentro con perizia, e non dirmi che non è così, a che ci serve sapere se la luna è calante o crescente.
-Amore le istruzioni dicono che c’è una differenza fondamentale tra il buttarlo dentro e il buttarlo dentro assieme ai sogni, immaginami come un campo da arare, e poi di riempirmi i solchi con i semi dei nostri sogni, io ho pensato alle patate perché le visualizzo meglio. Ecco questa è la lista dei sogni, compilane anche una anche tu.
-Mi è venuto in mente il seminatore di Van Gogh, lo sai che quando penso a lui mi vengono in mente quei maledetti corvacci, non riesco a pensare all’arte mentre facciamo l’amore mi inibisce.
– Ma cosa centra l’arte? Dovresti solo immaginare di avere due sacchi di patate tra le gambe, e sparpagliarle dentro di me, nel campo dei nostri sogni. L’universo farà il resto.
-Ok, quanto manca per la luna nuova?
-Non possiamo saltare il ciclo, dobbiamo farlo prima della luna nuova, perché durante la luna crescente dobbiamo raccogliere i frutti. Un parto simbolico capito?
-Ma da tiger non potevi comprare un oggetto inutile come fanno tutti?
-Non ci pensare, immagina di avere dentro di te milioni di patate novelle, proviamo no?
-Mi verrà l’orchite come minimo, quanti sogni devo segnare nella lista?
-Un centinaio. Ovvio che non tutte le patate attecchiranno, però se riuscissimo a realizzare una decina di sogni per volta. Finiremo di pagare il mutuo, non ci sono limiti ai sogni ma ci devi credere.-
-Al posto delle patate posso immaginarmi semi di papaveri o di riso venere?
-Ma sei scemo? Potrei essere allergica e poi per il riso dovrei immaginare di farmi piovere dentro e raccogliere le patate è molto più semplice che il riso, meglio andare sul sicuro.-
Scrissi i miei desideri sul mio quaderno, arrivai al numero trenta, e poi andai in crisi, per scaricare la tensione andai in bagno e buttai una tonnellata di patate nel cesso. Mi dimenticai di ararla e in quell’attimo mi venne solo in mente una bustina di semi di fiori di campo, i suoi occhi socchiusi due violette mosse dal vento, il mio unico desiderio.

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