L’organetto

Anselma suona l’organetto nelle mazurke clandestine, per lei suonare la mazurka è una cosa sacra quindi non ironizzerò, salvo il fatto che l’organetto in questione sono io. Mi suona come un organetto a due bassi “du’botte”. Devo molto a questa sua passione, perché è lei che ha ridato un senso al mio corpo, la coscienza e tutto quello che ci passa dentro. Andò così : un giorno mi si scollò il bacino, si era rotto un perno meccanico nel baricentro, probabilmente nacqui già spezzato e al posto che dal pediatra, i miei genitori mi portarono dal meccanico. Cmq quel giorno le mie gambe rimasero in piedi ed io caddi con il busto e per fortuna passò da lì un liutaio.- Ti aggiusto io, ti porto in bottega, ne ho incollate di persone, un po’ di bostik e morsetti, e domani mattina sei a posto, studiamo qualcosa .- Mi disse, ossevando le mie due parti separate con il piglio sicuro che hanno i vecchi artigiani capaci di rimetterti in piedi con un cuneo di legno e uno sputo di colla. Mi caricò sul retro del furgone, mi dovetti tenere alle gambe per non rotolare.
-Allora ragazzo, se sei d’accordo, al posto di questo perno, ti metterei quell’organetto per mazurke.- Mi indicò una fisarmonica nana appesa con un chiodo al muro.
-Ma non è possibile, il sangue le vene, i nervi, la spina dorsale?!- Dissi con un po’ di panico. Ma lui fece uno sbuffo, come se stessi mettendo in discussione la sua vocazione.
-Mettiamo il mantice al centro, il mantice lega tutto come l’olio, una questione di mantecatura, ti faccio un bel lavoro, meglio di prima sicuramente. E poi quando sei teso, ti fai una suonata e sfiati il dolore, il dolore va sfiatato ragazzo ed il tuo diventerà musica.-
-E vabè, faccia lei!- Dissi, mentre mi adagiò sul piano di lavoro.
– listelli di legno, si , cerniere, ora ti metto la cassa dal lato opposto al tasto…la cassa dei bassi…quella del canto…- Il giorno dopo finì tutto, un mantice tra l’ombelico e l’osso sacro, ed i tasti ai lati, provò a suonarmi, disse che avevo proprio un bel suono. Pagai il dovuto e ritornai a casa.
Dopo qualche mese, misi un annuncio, su bakeca, e ripose lei, Anselma, la suonatrice di organetti. Ci vollero settimane per entrare in confidenza, provammo ogni posizione, e alla fine arrivammo alla conclusione che suonavo meglio da in piedi, per una questione di diaframma, e lei da seduta. La prima mazurka clandestina la facemmo a Varigotti, in una notte di luna piena ed estate, e poi ne seguirono altre. Ed ora questo è il nostro mestiere, la nostra passione, il soffietto ogni tanto sfiata, soprattutto se assumo posizioni non convenzionali, ma è fatto di cartone, e lei mi rammenda, come farebbe un’ape, mastica della carta fino a creare una poltiglia di cellulosa e mi fa delle toppe, non sono certo questi intoppi ad incrinare i nostri rapporti, anche se a volte mi s’incricca la schiena, ma “du’botte e via!” e l’organetto funziona. Non conoscevo questa magia, balli d’altri tempi, che folklore e che amore!

5 comments

      1. Grazie, mi salvi la vita! Mi basterebbe un mantice anche breve, di almeno tre o quattro pieghe, suppongo. Anche se stona un po’ fa niente. Buonagiornata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...