La pietra universo

opale

Zena aveva comprato quella pietra al Baloon.
“Guarda che meraviglia!” Mi aveva scritto su whatsapp, mandandomi la foto di quella cosa. Mi sembrava un porta saponette di plastica. Una pietra non poteva avere tutte quelle cose dentro.
E invece venne a casa mia a farmela vedere.-Guarda è meravigliosa! Una pietra trasparente!-
L’aveva messa dentro alla scatola delle scarpe, avvolta nella carta.
-Io non ho mai visto una cosa così…- Disse tirandola fuori con la stessa cura di quando le mamme prendono in braccio i loro figli neonati. Era una specie di grosso prisma vetroso, me la passò tra le braccia.-Fai attenzione a non farla cadere- Al tatto era calda, al suo interno vi erano piccole bolle colorate in espansione, e poi un paesaggio, un vulcano, a seconda da dove la guardassi, cambiava prospettiva, e quelle che erano foglie diventavano creature marine. La riprese tra le sue mani, e osservammo il paesaggio trasformarsi al suo interno .
-E’ spettacolare- Risposi. La posammo al centro del letto e la guardammo tutto il giorno. La luce al suo interno cambiava adattandosi a quella esterna, e quando venne notte, si fece notte anche dentro alla pietra e apparvero le stelle.
-Secondo te ci siamo anche noi dentro a quella pietra?- Mi chiese con un po’ di paura. Io avevo letto qualcosa sulla pietra filosofale, sapevo che gli alchimisti del passato…ma cercai di sbarazzarmi di quelle leggende.
-Quanto l’hai pagata?-
-Dieci euro.-
-Allora qualsiasi cosa sia è taroccata. Ci sarà qualche luce al led dentro che fa tutti questi effetti. Una specie di quelle sfere che a natale le giri e scende la neve.
-Dici?- Guardai il suo volto, era illuminato dalle stelle imprigionate nella pietra, le diedi un bacio sull’angolo della bocca, e dentro alla pietra vidi una stella cadente. Continuammo a baciarci, anche Zena stava diventando trasparante, e dentro alla sua fronte, galassie comparivano e svanivano a seconda dell’intensità dei nostri baci.
– Zena non farti prendere dal panico, ma vedo le stelle anche dentro di te.
-Le vedo anche io in te, ma non ti dico che sei taroccato- Rispose .
-Ma ti sei offesa? Guarda che sono io che ho un po’ di paura.
-Se fosse una pietra taroccata, non avrebbe questi effetti su di noi, è una pietra preziosa, come noi.
-Si lo è, speriamo che non sia radioattiva.- Dissi abbracciandola, e dentro al cristallo si formò la via lattea. Ci spogliammo, vi era la via lattea anche sotto la nostra pelle.
-Voglio darti baci su tutto il corpo, percorrerti di baci, per anni luce.
Ci baciammo con baci universali, facemmo combaciare le nostre vie lattee in una sola. E poi guardammo l’uno nell’altra il sorgere dell’aurora.
Al mattino dopo Zena ritornò a casa con la sua pietra dentro alla scatola delle scarpe, la volta successiva andammo a baciarci sul prato, e dentro il cristallo vedemmo nuvole e piogge formarsi sopra campi gialli e viola, a quella pietra mancava solo la parola, ma con lei avevamo capito di appartenere ad una cosa sola.

3 comments

  1. La pietra che descrivi sembra essere un opale ancor più vivo di quanto già è. Complimenti, è sempre un piacere leggerti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...