Ci “approfondimmo” sulla spiaggia

Approfondire che verbo strano; sta tra l’approdare e il fondire come le sottilette. Con Alvira accadde una cosa simile:
Ci “approfondimmo” sulla spiaggia di Loano, ero in pantaloncini ,la sabbia formava piccole dune grigie e deserte. Elvira incominciò a correre da lontano, aveva più fiato di me, io corsi verso di lei con una corsa strascicata, dovevamo soltanto abbracciarci, invece non riuscimmo a fermarci e nello scontro ci fondemmo.
-Porcatroia che botta! Elvira dove sei?
-Sono qui, dove sei finito tu!
-Elvira temo che sei finita dentro di me.
-Guarda che semmai è il contrario… Nooo! Io le tue gambe pelose non le voglio!
-E che dovrei dire io con queste tette enormi!
-C’ hai guadagnato tu stronzo!- Aveva ragione.
Ci toccammo la faccia, e ci facemmo un selfie, eravamo fusi nella peggio combinazione possibile: I miei capelli radi, un occhio suo e un occhio mio, un naso con quattro narici sotto una bocca enorme.
-Elvira non facciamoci prendere dal panico, qualcuno ci tirerà fuori da questo posticcio.-
Ci alzammo, e andammo al bar a prendere un succo di frutta con molto zucchero, e meditammo sul da farsi .Guadando il vuoto con quattro occhi, con una disperazione doppia.
-Devo fare la pipì,ma non ho il coraggio di vedere come siamo messi – Disse Elvira, mi veniva da piangere ma era lei che lo voleva, a me veniva una risata isterica, e così piangemmo e ridemmo assieme, dovevamo uscire da quella situazione al più presto.
-Ma de che razza sei? Disse un vecchio coatto di passaggio.
-Stronzo!- Gridò Elvira, ma era un insulto rivolto a me, pensai che l’unica cosa da fare era quella di scontrarci di nuovo, mi alzai mentre Elvira rimase seduta dentro di me, corsi verso il Coatto e mi lanciai sull’ancora tatuata sulla sua schiena con tutte le forze, io ed Evira ci staccammo ma il Coatto nel cadere si fuse con un grosso gabbiano che stava mangiando i resti di una focaccia. Il Gabbiano prese il volo, con una panza mai vista e la catenazza d’oro , gli occhi erano tutti e due del coatto. Io ed Elvira lo guardammo commossi di felicità.
-Aoooooooo….Aoooooooo….- Starnazzava il gabbiano vibrandosi nel cielo,sbandando e poi riprendendo quota.
-Scontrati con qualcosa! Liberati!- Gridai. E poi mi girai, Elvira era sparita, la capii, senza quello scontro ci avremmo messo una vita per capirlo, invece era bastata un’ora.
Ne pomeriggio ritrovarono il coatto sulla riva, si era scontrato con il mare, per fortuna era un coatto che sapeva di nuotare.

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