la ragazza che teneva la bellezza dentro

Ariadna la bellezza la teneva tutta dentro, occhi piccoli senza trucco, pochi capelli fini ,quasi calva, bassa di statura, naso ricurvo, aveva passato l’intera vita ad accumulare la bellezza interiore. Il suo sorriso splendido passava inosservato, mezza gobba camminava senza provare nessuna invidia. Se per caso ti trovavi nello stesso locale per un aperitivo, o se le passavi vicino nel passeggiare, diventavi inspiegabilmente un po’ più bello e lei un pò più brutta. Se ascoltavi le sue parole, nei momenti in cui parlava da sola, guarivi da qualche malattia. Ariadna era il quadro di Dorian Gray universale. Però anche lei aspirava ad un amore, metteva annunci, frequentava chat, andava a ballare come qualsiasi ragazza, e ritornava a casa sempre più curva, zoppicante; frequentare le persone era una malattia alla quale non voleva rinunciare. Un giorno, un ometto di provincia di nome Sergi, bruttino anche lui ma molto pratico, decise di stare con lei un pomeriggio intero, Ariadna non aveva mai baciato nessuno, fu davanti al lampione nel centro della grande piazza della città di Vidal che Sergi la baciò alla sprovvista. E accadde una cosa imprevista, d’improvviso Ariadna non potè più contenersi dalla felicità, ed il suo corpo si aprì lasciando cadere il suo contenuto di perle dalla lucentezza setosa, in quell’istante dalla città si udirono grida, Sergi non sapendo cosa fare cercò di raccogliere ogni perla, mentre le persone trasformate in mostri lasciavano cadere il loro cono gelato, o davanti all’aspetto delle persone che credevano di amare, scappavano dallo spavento con grugniti e ruggiti raccapriccianti. Sergi era rimasto brutto come prima, prese le borse dei saldi lasciate in terra dai ragni giganteschi e maiali senza zampe, per infilarci le perle, non ne lasciò per terra neppure una. Dovette ritornare a casa a piedi, con cinquanta chili di perle, lasciandosi alle spalle un inferno.
-Tutto questo per un bacio, meglio che non lo dica a nessuno- E così fece, dal suo palazzo uscivano i condomini, diventati grassi millepiedi bubbosi, salutò anche il signor tagliaferro che aveva un corno di rinoceronte al posto della testa e due minuscoli occhi di formica, per non dare nell’occhio urlò qualcosa anche lui “Ugnuuuu”, ma entrato nel suo appartamento, illuminato dai bagliori di una città che stava autodistruggendosi, mise tutte le perle nella vasca da bagno e si inginocchiò ai bordi della vasca per dire una preghiera a modo suo. Poi aprì il rubinetto dell’acqua fredda.- Scusami Ariadna è troppo fredda- Aprì anche l’acqua calda tenendo la mano sotto il getto in modo che avesse lo stesso calore della sua mano. Prese le perle a manciate e le baciò tutte, nemmeno si accorse che le perle si stavano riunendo una ad una, prendendo un’altra forma, stavano diventando mani e poi un cuore e pelle,una carezza tra i capelli lo ridestò.
-Sei proprio tu?- Disse con lo stupore di un bambino, Ariadna si era trasformata nella ragazza che era dentro, e mi è impossibile descriverne lo splendore, bisognerebbe mettere assieme tutta l’amore contenuto in ogni forma d’arte e a dire il vero Sergi nella sua semplicità, era l’unico che poteva vederla tutta intera senza impazzire. La aiutò ad asciugarsi,pensò nella sua ignoranza, che quello era un altro segreto delle donne, le erano venute le sue cose ed ora erano passate. La città avvolta negli odori di plastica bruciata ritornò lentamente come prima, anche le persone ritornarono come prima, senza bonus o sconti di bruttezza, ma con molte più domande di prima. Ariadna e Sergi uscirono di casa solo dopo molti giorni, quando si erano calmate le acque, “una coppia strana…mai vista una figa così” i commenti più lusinghieri, e chi si soffermava ad osservare troppo il viso di Ariadna, provava una specie di dolore sconosciuto, come quando si fissa per troppi secondi il sole, come l’attimo di smarrimento dopo lo starnuto.

5 comments

  1. mi fai sognare, ridere, commuovere e stupire come una bambina che legge una fiaba prima d’andare a dormire e poi interamente protetta nella coperta ripensa alla storia e ne diventa protagonista per vivere tutte le emozioni. Grazie. Un abbraccio!

      1. …da quel che ne so io, i porci, quelli veri, hanno molta più anima di altri porci meno veri, ma più umani. E’ difficile che una ragazza piena di perle riesca ad amarli, i porci umani; è più facile che lei ami i porci veri. Però io son cinica, mi rendo conto.

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