Zampe di gallina e budini

Zampe di gallina

Per amore avevo fatto mettere da parte le zampe di pollo dal macellaio dei portici, per farti quelle sorprese a te gradite, un pomeriggio tornai a casa con un quintale di zampe di galline in ceste bianche del pane, e tu mi hai baciato e hai detto “Non dovevi”. Però che pomeriggio abbiamo passato, le abbiamo attaccate con lo scotch sulla parete verde, creando il disegno dell’infinito, le abbiamo disposte secondo le gradazioni di colore che andavano dal bianco all’arancione, e poi hai scattato tante foto con la tua reflex per quel concorso che hai pure vinto, siccome ne erano avanzate molte le hai disposte a cerchi su di me, nudo con il nastro per pacchi direttamente sui peli ed eravamo scesi nel cortile.”Apri le braccia, fai la faccia da porco, raggomitolati su te stesso, saltella e starnazza.” Tu scattavi, e le vicine un po’ antiquate storcevano il muso, “E’ per un concorso di arte contemporanea!” avevi gridato isterica convincendo anche me. Poi siamo risaliti su e abbiamo fatto cena, vegetariani tutti e due. Mi sono tenuto le zampe addosso perché per la depilazione a strappo avevo bisogno di stordirmi con un po’ di vino. Quelle zampe con le unghie che mi graffiavano dappertutto. Mi sono messo dentro la doccia, e sei entrata anche tu, tanto valeva fare la doccia dopo esserci sporcati, abbiamo fatto l’amore e quelle zampe sembravano camminare sulla tua pelle, una si era chiusa sul tuo piccolo seno come quella di un avvoltoio, poi sono stati strappi e dolori, doccia e accappatoi. Abbiamo riempito il congelatore di zampe, da portare un po’ per volta ai gatti e alle cornacchie delle steppe.

Budini

C’è stato troppo zucchero in questi giorni e questa mattina la città era un budino molle, case budinate alla vaniglia solidificate dal freddo, e come vermini di frutta le persone intrappolate dentro. I lanciafiamme dei vigili dei budini hanno peggiorato le cose , ora le case sono budini flambè, le piazze creme catalane dalla superficie sottile e fragile. Sto scrivendo questo incastonato nel budino, per fortuna ci sono bolle d’aria sparse per l’alloggio, ho aperto la finestra e ne è colato giù parecchio come un vomito, e così stanno facendo tutti, si sentono scrosciate di budino in continuazione, poltiglia gialla e dolciastra, qualcuno sta cominciando ad uscire fuori tutto sporco,i più avventurieri camminano con le ciaspole verso il centro, molti palazzi stanno squagliandosi, anche il mio, quindi aspetterò che si rammollisca fino a permettermi di uscire dal balcone direttamente sulla strada, sempre che non mi crolli tutto in testa. Dalla luna la terra ora potrebbe sembrare un ferrero rocher tra le dita del buio.

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