Ana

Ana aveva l’umor acqueo negli occhi come tutti quanti ,ma lei di più, l’aveva su tutto il corpo, e in determinate condizioni di tempo o psicofisiche, potevi scorgere il flusso della vita sotto la sua pelle. Un inchiostro rosso su un cielo azzurro se era felice, oppure strani gorgoglii d’argento che dal collo salivano a formare aurore sotto la pelle della fronte. Le emozioni in lei erano trasparenti, quando appoggiava le sue mani nei miei occhi volavano mosche nelle profondità dei campi incolti, e se mentre faceva questo avvolgevo le mani sui suoi fianchi una nebbia trasformava i campi in mari e come gabbiani in mezzo all’oceano la nostra terra era il mare. Un giorno con gli occhi appoggiati alla sua pancia, vidi rami con limoni gialli fino all’orizzonte. Se poi la baciavo e la guardavo negli occhi, vedevo la dolcezza nella sua forma, anche nel buio, le forme del bene hanno le parole della consolazione, che le parole non hanno.

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