La ragazza che creava le erre mosce

La ragazza che creava le erre mosce la vidi per la prima volta dentro un negozio di frutta, ero in coda dietro di lei.
-E prendo anche un chilo di pere- Disse. E due erre mosce caddero sul pavimento, come due piccole conchiglie verdi a forma di erre. Io ne raccolsi una, e la misi in tasca assieme alla castagna gingia, “ si dice faccia bene per i reumatismi.”
-Grazie, arrivederci!- Salutò così il perivendolo, e tra un tintinnare di erre se ne uscì fuori ,bella come una betulla con la gonna, era Estate. Comprai quello che dovevo comprare, raccolsi altre due erre mosce e mi avventurai per tutta l’estate in cerca di lei.
Quell’estate fu burrascosa, ma avevo tre erre a forma di foglia, che attaccai sull’albero disegnato sul muro della mia stanza. Una betulla simile a lei.
Fu dopo una tempesta di sabbia rossa, che trovai altre due erre mosce, fuori dalla biblioteca comunale, entrai e lei era seduta , stava leggendo un dizionario di sinonimi e contrari,mentre il cielo sputava sui vetri la furia di tutti i mari. Così presi un libro di Rodari e mi sedetti davanti a lei. Leggeva dietro i suoi occhiali, e io dietro ai miei, la timidezza non mi fece dire nulla, ma accarezzai le sue erre nella tasca, mentre leggeva bisbigliando , il mare smandrappava alghe marine sui vetri.
-Che tempo di merda!- Sbuffò, e la erre cadde sul tavolo, girò un po’ su se stessa e rimase li.
-Eggià- Risposi, ma ero felice, avrei voluto che non smettesse mai di piovere alghe, almeno fino a sera, perché lei profumava di genziana, un profumo strano ma rassicurante.
-Se vuoi ti posso dare il mio ombrello.- Era uno strano modo di baccagliare lo so.
-Ombrello? Ho già il mio grazie.- E altre due erre verdi lucenti e cadenti caddero dalle sue labbra come piccoli biscotti. Poi si alzò, andò verso l’uscita ed io aspettai un po’ prima di uscire, per non essere preso per stalker. Però intanto altre tre erre mosce da aggiungere al mio albero.
Il cielo aveva vomitato un metro di alghe, e anche un pesce sega proprio davanti alla fermata del bus.
-Povero pesce martello!- Disse una voce da dentro al bus,era lei! Mi sedetti accanto, e parlammo molto, non ci accorgemmo di aver fatto due giri completi da capolinea a capolinea, ero verde di erre bellissime, ad un certo punto trovai il coraggio.
-Credo di essermi innamorato di te-
-Lo credi o sei?
-Lo sono ne sono certo.
E da quella volta di alberi ne disegnai altri cento, ma tutti dentro di me, per tutte le erre mosce che silenziose caddero nel mio cuore, durante i nostri baci.

7 comments

      1. Credo sia stato anche il mio primo libro da bambina, anche se si apprezza maggiormente da adulti. Da bambini diverte, da grandi rivela il grande insegnamento fornito. Ho letto praticamente tutto di Rodari…ora lo tramando 🙂
        No….sono solo sincera…ogni cosa che scrivi, sia prosa o poesia, mi colpisce davvero tanto. Grazie a te.

  1. Pere d’estate, castagne che forse sono quelle degli ippocastani, genziane che sono certamente di montagna, alghe, pesci sega e martello , due opposti, insomma un gran disordine come sempre scritto un gran bene anche se la curva glicemica tende ad alzarsi. Sei sceso?

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