Le ragazze che passano

La sollevata natura,
nel vorticoso e votivo non esserci
passaggi che un per volta
scarseggiano di vedute parole.
Così mi assolo, in queste strade,
dove s’assemblano meccanici
numeri organici, che circolano e rosseggiano
e alleggeriscono l’alto, odorano di malto
alleggeriti dalle vergognose pudizie,
di un chiasso microbo,
mi trovo gusto a fare mire,
come un cacciatore
ingrandire il confine del loro apparire
fino a farne parte,
in una lente di fantasie
ancora vociano a tarda ora,
nei loro occhi trasformati dalla notte
dove il furbo apre e inghiotte
i loro generosi sospiri.

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