Freud

I fuochi d’artificio si espandevano come girasoli incandescenti sopra la spiaggia, e non cadevano lapilli ma popcorn , io e Nichel guardammo lo spettacolo da una sedia a sdraio, Nichel era il mio dizionario immaginario , una guida per sognatori, nel pomeriggio avevamo giocato a creare situazioni; aprivo a caso una sua pagina e ci trovavamo dentro ad una scena reale. Ad esempio era uscito “stazione”, e poi “anatra”, così erano apparsi treni piumati a forma di anatra che dopo buffe rincorse decollavano starnazzando, oppure pomodori grandi come piscine, ripieni di piccoli atolli blu. Poi uscì “Freud” con “pescatore”, ed apparì Freud su un molo con una canna in mano ,e con quel suo sopraciglio alzato da viennese incazzato, recuperò la lenza, tirando su una triglia con la faccia da Freud . Lui si girò e mi disse:
-Ma che razza di sogno è questo? – La triglia freudiana si svincolò, e cominciò a nuotare attorno alla sua testa come un satellite, dicendogli :“Questo è il mare dei lapsus Freudiani, pescarci è un gioco da villani!” E poi è svanì con un pluf.
-Mi scusi Sigmund è un gioco che ho fatto con il mio dizionario immaginario, ma è casuale, non deve stare lì a pensarci troppo o la magia va via.
-Magia… non sai quanto darei per un buon sigaro vero, non come questi qui, guarda sono di plastica! All’epoca non potevo nemmeno immaginare che i sogni fossero pieni di plastica.
Mi dette una pacca sulle spalle, gli dissi che con l’aiuto di Nichel, potevamo fare apparire una fabbrica intera di sigari Cubani.
-Pensi professore, una montagna di sigari veri, si concentri e scelga una pagina.- Sigmund chiuse gli occhi e puntò il dito nell’aria sulla parola “Palo”.
-Dottore si concentri meglio, palo da solo non vuol dire nulla, ma a livello simbolico ci siamo, sigari grandi come pali , si lasci andare all’inconscio.
-A te è già uscito palo?
-Nei sogni mai, chiuda gli occhi e scelga la seconda parola…- Guardai Nichel, gli dissi di non fare lo stronzo.
-Ok, la seconda parola è fuoco…palo…fuoco…un rogo?- Nichel si mise a ridere sbattendo le pagine a muzzo.
-Non pensi a ste cose negative Freud, potrebbero essere accendini e sigari da fare a pezzi , senta al tabacco ci pensa Nichel, vero amico mio?
Ed invece ci trovammo in un locale di lap dance, e Sigmund rimase basito, il locale però era pieno di fumatori di sigari e belle donne . Sigmund si avvicinò ad una nuvola di fumo e ne respirò a grandi boccate, un sorriso sciolse la sua espressione prosaica, si tolse dal taschino gli occhiali tondi, una ragazza vestita di paillette si avvicinò mostrandogli un sigaro enorme in mezzo al seno, che lo fece regredire ad una fase fallica, ma anche orale, e perché no ? Edipica. Ed io tornai a casa con Nichel, facendogli una strigliata epica.

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