Tarli

Mi sono sempre chiesto se i tarli esistessero davvero o fossero un’ invenzione letteraria. Ho sempre trovato i buchi già fatti nei mobili . Immaginavo i tarli come bruchi centenari, al calduccio dei bureu barocchi, fino a quando conobbi Cinzia l’esperta di tarli.
In casa sua aveva effettivamente tarli centenari, ereditati dai suoi avi, oppure comprati su E-bay, non pensavo ci fosse un mercato nero di tarli…eppure. Aveva una casa antica, con travi a vista e mobili pieni di quei cosi.
-I tarli sono come le lucciole, solo che al posto della luce emettono un suono sublime, sai che si chiamano anche capricorni della case e orologi della morte?
-Che figata assurda! Ma non è che si chiamano così perché ad un certo punto crolla tutto?- Risposi guardando dei fori immensi nelle travi.
-Non sei un cazzo romantico, io riesco a fare l’amore solo con il suono dei tarli, sono il loro richiamo sessuale, il silenzio mi mette angoscia.
Cinzia spense la luce e cominciammo a baciarci,ma quei suoni si amplificarono ,sembravano pannocchie sgranocchiate da dentiere d’acciaio, schiaccia sassi sopra minuscoli crani di nani che esplodevano con i loro schizzi di neuroni.
-Senti, possiamo farlo con la luce accesa?- Supplicai dopo i preliminari.
-Neanche per idea, lasciati andare, senti che musica soave, sentono la mia eccitazione e cantano..che carini!
E così creai una partizione nel mio cervello, dove tarli e annessi non erano accessibili, tutto andò bene finchè sentii un sacco di patate caldo cadermi sulle natiche, raggelandomi l’anima.
– Cinzia credo mi sia caduto un tarlo sul culo.- Ma lei era troppo presa, e continuai il resto del lavoro meccanicamente, eravamo quasi all’apice, ma quel coso mi abbracciò le natiche con due braccine uncinate, così posticipai un orgasmo fasullo con soffocati ansimi di terrore.
– Cinzia, ho paura di guardare, sparagli…fai qualcosa…
Ci divincolammo, e rimasi supino mentre lei..esclamò: -Mon dieu que c’est beau!-
E staccandomelo sentii le manine di quel coso strapparmi le natiche, come una scimmia glabra e senza testa. Lei mi implorò di girarmi e osservare il tarmo più bello del mondo.
Non ce la feci, mi rivestii e abbassando lo sguardo a ogni suo tentativo persuasivo di farmi vedere quel bebè immondo,uscii da quella casa e cancellai il suo numero.

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...