La proboscide

Ero al parco della sorridente via Artom, stavo inseguendo una minilepre , talmente “mini” che pensavo fosse un folletto con l’ipertricosi, quando ho calpestato quello che sembrava un’enorme stronzo; ma lo stronzo in questione fece una specie di barrito. Ho sondato quella cosa con i piedi, sembrava una piccola proboscide. Tutto attorno una desolazione irreale e nessun elefantino snasato. Mi sono accovacciato, il coso mi ha annusato ,stirandosi per tutta la sua lunghezza, rizzando dei peli grossi come le vibrisse di un puma. Due buchi alla base e due sulla punta prensile che s’aprivano e chiudevano. L’ho preso in braccio, e mi ha barrito nell’orecchio ( mi fischia ancora adesso), poi con la stessa delicatezza mi ha annusato la faccia ed i capelli ; un senso di amore mi ha fatto rizzare i peli della schiena.
Ho portato con me quei trenta chili di naso sul 101 barrato, una ragazza mi ha chiesto cos’era, le ho risposto che era un bassotto nato male, ma annusandogli il culo ha sbarrigliato ancora e per fortuna i passeggeri hanno scambiato il suo barrito con un problema ai freni del bus, tranne la ragazza che ha detto: “Cazzo di cane handiccapato! scorreggia dal naso!”

Nel pomeriggio io e “Barry”, abbiamo fatto la doccia assieme,le ho messo lo sciampo nelle narici e si è divertita a fare bolle di sapone da tutti i quattro buchi, poi abbiamo sparato palline di carta e cemento sulla vecchina del palazzo di fronte, mandandogli in frantumi i vetri. Il tonno sulle prime ha fatto l’ offeso, defecando sul mio letto, poi ha occupato il divano facendo finta di interessarsi a rai storia. Ora è sdraiato con noi sul divano, con gli occhi che sembrano oblò affacciati all’inferno, ed un sorriso enigmatico.
Io penso che la cosa sia degna di un’opera di Pistoletto, se partecipassi a Paratissima con questa installazione vincerei il “Toro d’acciaio”, ma qui con questa proboscide tra le gambe che snocciola noccioline e me le imbocca, e l’orecchio appoggiato sulla pancia del mio tonno , mi sembra di sentire il mare, e il toro d’acciaio turberebbe troppo la serenità dei miei nuovi amici.

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