I dischi volanti

Il primo disco volante che ho visto era un 45 giri di Pupo atterrato sul mio balcone , fortunatamente si era spezzato, ma la faccia sghignazzante di Ghinazzi sui gerani mi crea ancora incubi. Quella migrazione di vinili Pupiani fu la prima di una lunga serie, non si erano mai viste flotte di vinili così scure in cielo, dirette verso i poli della terra, la maggior parte però cadde rovinosamente prima . La gente ritornava a casa con ferite da vinile di prima e seconda ristampa, ricordo un Lp di Ramazzotti che si era accanito amaramente contro la mia vicina anziana, dovetti abbatterlo con la gondola veneziana che teneva sul televisore. Per precauzione passò sui fornelli anche quelli di Baglioni, creando dei centrotavola originali per le sue immangiabili pastiglie leone del 1858, (regalatole centocinquant’anni prima da Luigi Leone in persona.)
Il fenomeno era iniziato in sordina nell’ 89, ai tempi di “The Final Countdown”con la processione delle audiocassette ,fu un suicidio di massa, non erano organizzate, erano scappate saltellando via dalle custodie, incespicando rovinosamente su se stesse, creando ammassi di nastri nelle case, molte persone sono rimaste per sempre legate a quei nastri, alcune sono decedute per colpa di Loop così brutti da farle contorcere sul pavimento in agonie masiniane. Tutto questo è stato insabbiato, depistato, è vergognoso.
Ma quei dischi non erano tutti cattivi, alcuni semplicemente appoggiavano una giusta causa, così con i miei amici setacciavamo i giardinetti in cerca di rarità, picture disc, edizioni limitate, b-side strani. Avevo addestrato il mio cane a riconoscere i Sandy Marton dai Clash ad esempio. Mio zio aveva teso una rete da pesca alle tinche su un capo di soia, come richiamo utilizzava un 45 di Al Bano fatto girare a tutto volume su un giradischi geloso, funzionava come antagonista a cose meravigliose, mi ha regalato un vinile rosa di “Animal” dei Pink, e un lp di De Andrè che riassumeva nei suoi versi il perché di tutta quella moria dischifera : “Tutti morimmo a stento | ingoiando l’ultima voce | tirando calci al vento | vedemmo sfumar la luce.”
Ora passano con le scie chimiche per evitare un nuovo disastro ecologico, ma è troppo tardi, dovevano evitare di pubblicare milioni di cagate! Nei poli non c’è più ghiaccio ma distese di vinili, che con il loro riflesso hanno creato l’effetto serra e tutto il resto. I cd, sono stati geneticamente modificati ma si stanno risvegliando , hanno pur sempre un’anima, alcuni.

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