Questo coso

Ho comprato quei frutti che non so più come si chiamano,
me li avevi comprati tu la prima volta.
Costavano abbastanza cari, ce li siamo mangiati dopo cena sul balcone.
Erano grossi come mele, ma più succosi,
è raro sentire un nuovo sapore per la prima volta
e poi è raro in un’occasione così,
è stato come guardare Van Gogh dipingere la notte stellata.
E’ stato come far rivivere una data persa.
A dire la verità quando camminavo con te,
sembrava che Picasso fosse ancora nel suo studio
a meditare il prossimo quadro,
il prossimo di ogni cosa, la coda di un’intuizione ancora in corso
il fuoco della legna sotto tutti i pentoloni di conserva.
Le sfumature più tenui, le corbusier in un bacio.
E oggi quei frutti, li ho mangiati camminando,
non mi dispiace averne dimenticato il nome,
non andrò nemmeno a cercarlo su wikipedia,
questo coso non ha più lo stesso sapore,
mi basta così, che ci sia stato.

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