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Mi hai riportato occhi di legno intagliato,
belli, nuovi di cose mai viste.
Un po’ della luce infossata nello spirito,
di quei posti mai visti.
Come il respiro di un cane,
che ritorna a casa dopo due settimane.
Ma in un mondo che vende ancora affettatrici,
non sei la garanzia della felicità,
non mi fido di tutti quei kebab.
E di questo gioco dell’oca
che ha sparso per il mondo quello che ti manca.
Sono qui che girovago da una stanza all’altra,
e spengo o accendo le luci,
con l’obbligo di cercare quel tanto nel poco.

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