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Una dedica sul libro, immobile come il comodino,
I ricordi sono case piene di comodini,
cassetti fermi, che vogliono mani,
piccolo pesi che sembrano niente.

Dai libri escono semafari, incroci,
Si potrebbe portare al guinzaglio un prato,
se vi fosse sritto,
o l’intero 900, srotorarlo come un tappeto.
Ci sono bombe e pistole, in quelle candide pagine,
inchiostro, sperma nero,come il buio
in cui affondano le migliori chiavate.
Stavi bevendo, nel tuo sorriso, che continua a sorridere,
come schiudere, un sogno perfetto
che vuole altro, vuole deserto.

E nelle notti estive, dai cortili i gemiti di piacere
mi riportano ad una natura spaventosa
che crea di notte i suoi uomini

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