Frustrazione

Le stelle atoniche ,depilate, inutili.
Vuoti aderenti , corpi-anima,
volti votati ad asimmetrie
come derive, all’insulto che investe,
e sveste delicatezze sempre più sfrangiate.
Propino i culmini dei sensi che suscitano
miodesopsia in crescendo
pompini che vagano nell’umor acqueo
come cuscini senza alcun senso
placente di premure morbide
corpi che si lisciano, sorbiscono
dettagli che mai capiranno, il solo mio pensarci.
Per l’idea che non ho avuto appieno,
di benedirti con lo stesso furbo livore.

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