I primi caldi

I primi caldi hanno sulle persone l’effetto del vino, caldo veritas, e se unisci il caldo ai bus, puoi avere una panoramica sul mondo. Oggi mentre ero alla fermata, ho visto in lontananza un uomo con la maglietta rossa, il sole e l’afa asfaltata facevano vibrare la sua figura , quando si è avvicinato ho capito che non era il colore della maglietta ma della sua pelle, mi ha chiesto: “Scusa puoi dirmi che ore sono?” Gli ho detto l’ora, e con un entusiasmo irreale è tornato indietro come un automa caricato a molla, sparendo nella giungla senza fine dietro la Tamoil, rumori di mitraglia, ci sono guerre sconosciute la in mezzo. Poi è arrivato il bus, finestrini aperti, poche occhiate per condividere gli stessi pensieri, i posti vuoti sono quelli vicini al motore:”O muori o stai in piedi.” Sfido la sorte, un anziano con la camicia verde sbottonata fino alla pancia, scuote la testa , mi guarda come se mi stessi gettando in un cratere di lava, non sa che sono un culo d’amianto anche io.
-Sono un reduce della GTT- Gli dico. Lui sfodera un sorriso, quasi si commuove, mi dice di chiamarsi Newman. I motori dei bus arancioni (in codice “Agent Orange” ) in questa stagione, raggiungevano temperature da altoforno, fondendo guarnizioni e acciaio, per sgasare sui passeggeri fumo nero e piombo fuso , qualche volta prendevano fuoco , gli autisti ci facevano scendere solo all’ultimo, e noi aspettavamo il bus successivo ad una certa distanza commentando le fiamme che si alzavano in cielo.
-Posso farti una confidenza? Quei carri bestiame , li ho abbattuti tutti io!- Mi dice l’anziano Newman, guardando dal finestrino, ci troviamo già in alta quota, sotto di noi si staglia una distesa blu, penso sia l’oceano, d’un tratto tutti indicano dei punti in lontananza. –I controllori !- Nel panico generale qualcuno si butta a terra, l’anziano sfodera un fucile a canne mozze da un grosso marsupio, non l’avevo visto prima. Si affaccia al finestrino e spara.
-L’ho beccato stavolta, ma ce ne sono altri due!- Ricarica il fucile, il bus fa una virata, una signora si butta dal finestrino usando la busta del pam come paracadute.
L’anziano Newman, si risiede è una fibra di pelle e sudore, urla :- Dobbiamo farli avvicinare, si sono fatti furbi ,ora volano senza divisa!- I due controllori ci hanno raggiunto a bracciate nell’aria, mostrano il distintivo, io tiro fuori il biglietto lo mostro dai vetri, Newman risponde premendo il grilletto sui loro volti , facendoli esplodere in una nube rossa. Segue un lungo applauso, sono quasi arrivato, prenoto la fermata , anche oggi è andata.

A.G.

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