Disturbo ossessivo compulsivo

 

Ritiro le mie braccia nel mio corpo, mi ammoscio in dentro

Cerco, attraggo, accumulo, riempio vuoti,

divento un discaunt , perdo la fonte più pura di me.

 

Succede ogni tanto, ripeto che non deve più accadere.

Lo ripeto allo sfinimento.

E intanto faccio di me una merda,

mi devo nauseare di un vizio ingoiandolo tutto,

per ridimensionarlo, per  ritornare me stesso.

E poi ritorna la paura, la solitudine apparente,

la malinconia eccessiva, la nausea delle passioni.

Mi metto una matita in bocca per allenarmi a sorridere,

per rifarmi il volto, ritrovare il mio profumo.

Non so se siano i semplici gesti

quelli che ci salvano, a volte bisogna urlare ai pianeti,

ai sogni  che possono diventare incubi.

Ci sono brave persone,

ci sono state brave persone

ti ameranno per quello,

per i tuoi campi incendiati,

Per le partiture nuove,  sinfonie più profonde

e le creazioni che cureranno un po’ di dolore.

Cosa devo accumulare?

Sono ancora pieno d’amore, occasioni

tutto il resto è da buttare, o perdonare.

Andrea gruccia

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