Le vie

Le vie sono come uomini soli, non trattengono mai nessuno

si lasciano calpestare, sono immobili, dormono nel chiasso.

Alcune di notte sembrano in festa, lasciano fare,

hanno voci giovanili, si fanno sedere, accarezzare.

Ma al mattino diventano randagie,

fatte per incontri che andranno a consumarsi altrove,

non c’è una via più importante di un’altra,

hanno un nome appeso ad un palazzo,

sono esposte a tutto, non si spostano,

sembra quasi che aspettino, di ritornare prati.

Eppure le vie fanno le città,

nel loro lusso, nelle loro periferie,

diventano viali alberati e ingrassano nelle piazze,

ma quando possono scappano,

si disperdono in papaveri, in boschi,

senza semafori, s’accordano ad un ordine superiore,

come le madri, come le regine.

 

 

Andrea Gruccia

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