Quanto silenzio, prima di ogni cosa.

Quanto silenzio, prima di qualsiasi cosa.
Devi ammetterlo, c’è stato troppo silenzio.
Prima di giudicare il vuoto , il pieno e l’indicibile.
Silenzio di chi non ne ha voluto, è imprescindibile.
Dove sei stato spirito?
Cos’hai fatto di quei corpi senza più bellezza,
fanciullezza, vecchiaia , nemmeno sputi?
Non meritavano tutti un sedile reclinabile per sorridere?
Senza pensare nemmeno alle stelle, che tanto l’amore nell’aria
Come un fucile ,nell’aria, senza pensare nemmeno alle mani,
ai domani, come chi la gioventù ha tra le mani,
Chi ha gettato nel fuoco le mani?
Lividi e morsi sul corpo , piacere tra le mani prima erano ; leggere e scrivere,
mani piccole ma grandi come i cieli, davanti agli occhi ,le mani.
Chi ha soffocato, dimenticato spaiato, impagliato le mani
strette nei loro corpi, tra altri corpi, vicino ai loro piedi, anticorpi
Nati o deportati noi qui tutti tra il silenzio di milioni di mani.

Andrea Gruccia (copyright)

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