Gambe

Vorrei posarmi sulle tue gambe, appoggiarci il viso
 in te ritroverei una biblioteca sperduta.

Forse mi innamorerei; due gambe così sono sempre una partenza.

Un ritorno, un tiepido schiudersi, composte come ruscelli.

 Sottovoce, vanno da sole, profumano di pioggia anche se non piove.

Come il vento, delle autostrade che sanno sempre di mare.
Due gambe da odorare, rare  come un fiore irriconoscibile.

Perché ho già amato, e mi è ancora sconosciuto.
Posso adorarti con lo stile che più ti è consono.
Mi vuoi dolce?
Mi vuoi porco?
Mi vuoi distratto?
Posso darti sollievo?  Ascoltarti?
Due gambe così sanno come dire,

sanno come iniziare e come finire.

Dammi la penitenza di poterti osservare.
Oppure invitami a qualsiasi sacra oscenità.

Due gambe così, sanno stare appollaiate su un’ albero.

Due felicità unite a metà,

che ti avvolgono la schiena  mentre tremi.

e passano i giorni, sugli schermi

vuoti e squallidi, per la polvere che non ti conosce.

E le ortiche che le arrosseranno,

o sotto un tavolo, con mani sconosciute.

Perchè mi hanno spinto nei tuoi occhi.

E ancora più lontano a spasso dentro noi.

 

Andrea Gruccia :copyrightImmagine

 

 

 

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...